Immersione sul relitto EQUA 04/03/2005


Immersione sul relitto EQUA


Scheda Immersione


Cargo della Seconda Guerra Mondiale che vi attende nelle acque di Portovenere per delle belle immersioni per le quali consiglio particolarmente l'impiego di nitrox.

LOGISTICA DI IMMESIONE
Per immergersi sul relitto ci si può affidare a diversi diving nella zona che offrono il loro servizio a prezzi che variano da 25,00 € a 32,00 € a seconda della loro distanza dal punto d'immersione.
La nostra esperienza l'abbiamo realizzata e gestita in collaborazione al diving center "Osso di Seppia" (www.ossodiseppiadiving.it) Via Fabbricotti, 86 19030 - BOCCA DI MAGRA (SP) Tel. 0187 609042 Cell. 349 2134461-2.
Il diving è risultato a parere mio ben organizzato, dotato di docce calde e riscaldamento per la stagione invernale, di ampi spazi all'aperto per i mesi estivi, unica pecca il trasferimento in barca per il quale necessitano circa 45 min. per l'andata ed altrettanti per il ritorno.
Raggiungere il diving è stato molto semplice, da Milano il viaggio è stato po' lungo ma ne è valsa senza ombra di dubbio la pena, per raggiungere il diving ci son volute 2 ore e 20 minuti per fortuna senza intoppi stradali: immessi sull'autostrada A1 Milano-Bologna abbiamo proseguito fino a Parma e da li saliti sulla Cisa in direzione La Spezia proseguendo fino a Sarzana, da lì è bastato seguire le indicazioni per "Bocca di Magra" per raggiungere il diving collocato sulla destra del lungofiume.
Arrivati sul posto è bene sapere che il parcheggio non rappresenta un problema poiché, dopo aver scaricato l'attrezzatura, abbiamo posteggiato il mezzo sul lungo lungo lago che è tutto adibito allo scopo, basta solo un po' di pazienza ed in breve un posto lo si trova.
Il diving è anche un fornitissimo negozio così nel caso qualcuno si fosse sidimentichato a casa qualche cosa...
A parte gli scherzi, è giunta l'ora di vestirsi, operazione comoda per il rituale che tutti conosciamo grazie ad un ampio spazio adibito allo scopo posto sul retro del diving. Dopo aver caricato tutto sul gommone si parte ben consci che ci aspettano, come anticipato, circa 45 min. di viaggio: consiglio personale, portate da bere e da mangiare.

L'IMMERSIONE
Considerato da molti uno dei relitti più belli della zona, l'Equa rappresnta il fiore all'occhiello tra di essi, situato a circa 2 miglia dalla costa in prossimità di RioMaggiore.
Finalmente siamo giuti sul punto d'immersione ed agganciati il gommone ad un ormeggio fisso predisposto dal Diving esattamente sulla verticale del relitto: nave cargo costruita nel 1929, di proprietà della S.A. Partenopea di Navigazione con sede in Napoli che durante la seconda guerra mondiale fu armato e riadattato a nave da caccia antisommergibile.
La nave, requisita dalla Regia Marina il 13 Maggio '40, fu affondata a 1.8 Mg dalla P.ta di Montenegro (vedi Secca della Madonnina) a seguito di speronamento di unità da guerra tedesca il 10 Giugno 1944.
Ha prestato servizio alla scuola antisom degli incursori della marina militare (Varignano Comsubin), lunga 40 metri e larga 7 con un'opera viva di circa 3 metri.
L'Equa è adagiata sul fondo in assetto di navigazione con un orientamento est/ovest, intera e ben conservata, ha il cannone di prua che guarda verso il blu in attesa di un ipotetico quanto improbabile attacco aereo nemico.
E' ora della discesa, una cima ci porta direttamente sul ponte superiore del relitto ad una profondità di 34 mt, ci troviamo nelle vicinanze dell'ingresso della sala comando nella quale è possibile entrare facendo molta attenzione a non sollevare sedimento e tale cautela ci ha subito premiati: abbiamo potuto ammirare da subito delle aragoste che hanno trovato rifugio tra le lamiere.
Da qui è possibile accedere ad un secondo ponte inferiore dove sono presenti parecchi resti e detriti della nave.
Da entrambi gli ambienti è possibile recuperare l'esterno del relitto attraversando delle finestrature che permettono il passaggio di un subacqueo alla volta.
Data la presenza di numerosi detriti metallici, travi e cavi, la penetrazione nell'Equa ci induce ad attente osservazioni e valutata dettate dalla nostra esperienza non sottovalutando affatto la tipologia dell'ambiente ovunque parzialmente ostruito.
L'ispezione continua, dal secondo ponte procediamo all'interno di un corridoio dal quale si affacciano alcune porte tra le quali l'ingresso laterale alla sala macchine, un bagno e alcuni locali di vario genere che portano alla poppa della nave.
Guadagnato l'esterno dello scafo ci troviamo ad una quota di 39 mt dove lungo le murate possiamo osservare innumerevoli ostriche e capesante dai bordi molto taglienti. Proseguiamo verso prua lungo la murata di sinistra dove troviamo la zona più interessante: il primo incontro è con una mitragliera completa di torretta adagiata sulla sinistra della coperta e poco oltre possiamo ammirare un cannone antiaereo perfettamente conservato, purtroppo alcuni vandali hanno asportato la targa che ne descriveva il tipo, la marca e l'anno di costruzione. Davanti al cannone abbiamo un bellissimo argano parzialmente ricoperto da una rete che offre rifugio ad un grongo di notevoli dimensioni.
La giornata è bella e la buona visibilità ci entusiasmante nell'osservare la prua della nave con l'innocuo cannone che punta verso di noi. Giriamo attorno all'innoffensiva arma proseguendo verso poppa sul lato di dritta della nave dov'è possiamo passare attraverso quello che un tempo era un corridoio portandoci al centro dello scafo dove vediamo degli spezzoni di una grossa rete da peschereccio che offre protezione ad una grande varietà di animali marini tra i quali distinguiamo una grande colonia di Thariophilla mirabilis (Octocorallia) che si mescola alle gorgonie della specie Lophogorgia ceratophyta ed a una moltitudine di anemoni gioiello Corynactis viridis.
L'ispezione continua, abbiamo raggiunto il castello di prua dove troviamo l'ingresso della sala macchine, locale penetrabile ma molto difficilmente nel quale dimorano alcune grosse aragoste per nulla infastidite dalla nostra presenza.
Proseguiamo verso poppa attraversando dei larghi finestroni potendo vedere quello che una volta erano i servizi igienici di bordo, continuiamo l'avanzata fino ad arrivare agli estremi della poppa dove troviamo la zona operativa nella quale sono ancora ben identificabili cavi e attrezzature utilizzate per la posa di bombe di profondità per la caccia antisom.
Come in tutte le belle avventure il tempo scorre veloce ed inesorabile, siamo giunti al termine della nostra immersione e come tali costretti, nostro malgrado, a tornare verso la cima che collega il relitto alla boa galleggiante dalla quale iniziamo la risalita fino a -5 mt dove sostiamo alla stazione decompressiva appositamente prevista.
Alla stazione decompressiva troviamo una tabella con possibili profili di immersione secondo dive plan, basati sulle tabelle US NAVY, e secondo tabelle Nitrox:
- TEMPO DI FONDO
- TAPPA
- TEMPO TOT.
- CONSUMO ARIA
- Computer
- 30'
- 25'
- 20'
- 3' a -9m
- 1' a -9m
- 1' a -6m
- 47'
- 35'
- 32'
- 4672 litri
- 3778 litri
- 3200 litri
- Tabelle
- 30'
- 25'
- 3' a -6m
- 10' a -3m
- 21'
- 10'
- 3714 litri
- 2910 litri
- Nitrox EAN32
- 30'
- 25'
- 7' a -3m
- 3' a -3m
- 7'
- 3'
- 3332 litri
- 2728 litri

Ecco invece il profilo di immersione tipico di questo relitto, come si può vedere... poco fondo e molta deco!

Durante la sosta ripercorriamo con la mente i momenti appena vissuti, vorremmo poterci tonare con tutti gli altri colleghi amici ma considerando che la quota è di 40 mt. ele difficoltà non poche, dobbiamo limitare l'entisiasmo poichè questo tipo di immersioni sono senza alcun dubbio riservate a subacquei con una buona preparazione ed esperienza; volendo ottimizzare i tempi di fondo l'ideale sarebbe per una prossima volta l'impiego di Nitrox disponibile, se certificati all'utilizzo, presso lo stesso diving center.

Nome: EQUA
Tipo: cacciasommergibili
Anno di costruzione: 1930
Cantiere: Cantieri Navali Franco Tosi - Taranto (Italia)
Nazionalità: italiana
Stazza lorda: 243 tonnellate
Stazza netta: 98 tonnellate
Portata lorda: oltre 100 tonnellate
Lunghezza: 39,48 metri
Larghezza: 6,83 metri
Altezza: 3,05 metri
Immersione: 2,56 metri
Motore: 2 motore diesel (4 tempi 6 cilindri)
Cavalli asse: 680
Eliche: 2
Velocità: 12 nodi
Passeggeri: ...
Stive: 1 x 51 m³
Data affondamento: 10 giugno 1944
Causa affondamento: investimento da parte della UJ 2220

DOPO L'IMMERSIONE?
Considerando che l'immersione ci ha impegnato complessivamente l'intera mattinata e parte del pomeriggio, è stato molto difficile trovare ristoranti ancora aperti per ospitarci... soprattutto perchè eravamo anche un bel gruppetto! Possiamo a tale scopo segnalare un bar (La tartaruga), a circa 200 m dal diving con un grandissimo parcheggio sul retro, dove abbiamo potuto mangiare pietanze che ci sono sembrate eccezionali rese tali anche dalla grande fame che ci attanagliava lo stomaco.




















P.S.:
un particolare ringraziamento a "relitti.it" in particolare a
"http://www.relitti.it/relitti/generale/relitto.asp?IDRelitto=46#"
che non ha opposto alcun veto alla pubblicazione del materiale fotografico.


Daniele Tedeschi

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